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La rivoluzione inattesa della Cannabis Light

Quale futuro ha la politica dell’antiproibizionismo della Cannabis light intrapresa dal Ministro Salvini con il suo stile “Punitivo”? l’Italia è un paese disfunzionale da troppo tempo, mentre l’Europa è aperta alla Cannabis a basso tenore di THC, L’Italia ha intrapreso una “caccia alle streghe” distruggendo il lavoro, l’impegno e gli investimenti di tante piccole e grandi realtà imprenditoriali, che conta ormai diverse decine di migliaia di operatori in tutta la filiera.

Dopo quasi tre anni l’unica certezza è che la legge 242/16 sembra un colabrodo per le lacune che continua ad avere. E’ la legge che impedisce la vendita della cannabis light oppure è chi amministra la legge che non sopporta che i giovani Italiani possano ritrovarsi qualche opportunità di successo?

E pensare che le previsioni del PIL Italiano per il 2019 è stimato al valore negativo – 0,2%. (Fonte OCSE 6 Marzo 2019). Non potrebbe essere una risorsa la Cannabis Light? La politica italiana da troppo tempo trasforma qualsiasi novità con tutti i probabili vantaggi che portano, in enormi problemi irrisolti e stagnanti.

Vietare la Cannabis light è come vietare la birra analcolica! Caro Ministro Matteo Salvini, il periodo in cui “ non si può più aiutare nessuno” è stato superato dal periodo di “Slanci e Conquiste”.

E’ inutile e controproducente per chiunque restare attaccati al “ramo secco” del proibizionismo alla Cannabis Light, impegnando reparti speciali delle forze dell’ordine, altamente qualificate, a fare l’inventario di “ pacchettini” di fiori di canapa prive (salvo rarissime eccezioni riscontrate) di efficacia drogante.

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