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Alcune linee guida su Cannabis Light: quali sono le differenze tra THC e CBD

Cannabinoidi: quali sono le differenze tra THC e CBD

La pianta della Cannabis agisce sul sistema nervoso centrale grazie ad alcune molecole contenute all’interno delle sue foglie. Queste sostanze, che influenzano il funzionamento di milioni di network nervosi come veri e propri modulatori della trasmissione sinaptica, sono conosciuti con il nome scientifico di cannabinoidi. I diversi effetti che la cannabis può esercitare sulla sfera psico-cognitiva di un individuo, così come la sua ben nota capacità di alleviare la sintomatologia legata a molti disturbi del sistema nervoso, sono mediati da decine di cannabinoidi differenti. Il cannabinoide più conosciuto è senza dubbio il tetraidrocannabinolo (THC), il principale responsabile degli effetti ricreativi per cui la marijuana, nel corso dei secoli, è stata resa nota alle grandi masse. Tuttavia, non tutti sanno che un differente principio attivo, il cannabidiolo ([strong]CBD[/strong]) è ritenuto responsabile per la maggior parte degli effetti terapeutici che questa pianta dimostra nei confronti di numerose patologie psichiche e nervose. La ricerca sul CBD e, in particolare, dei suoi vasti effetti benefici sulla salute umana rispetto agli scarsi effetti collaterali indesiderati, ha portato negli ultimi anni a un’intensa attività di ricerca sulle possibili implicazioni mediche dello sviluppo di piante ad alto contenuto di CBD.

Quali sono le caratteristiche della canapa light

Viene definita Cannabis light, o canapa light, una pianta che possiede concentrazioni di THC inferiori al limite fissato dalla legge (ad oggi, pari al 0.6% del peso totale), ma alto contenuto di CBD. Sin dal suo iniziale sviluppo, la canapa light si è rivelata un eccezionale coadiuvante naturale nel trattamento di numerose patologie a carico del sistema nervoso, come stress, depressione, ma anche malattie neurodegenerative, epilessia e psicosi. La caratteristica principale della cannabis light è quella di apportare a chi ne fa un uso regolare tutti i benefici della cannabis tradizionale senza però alterare le capacità cognitive della persona. Come è semplice intuire, maggiore sarà la concentrazione di CBD nelle foglie, maggiori saranno gli effetti terapeutici della pianta sull’organismo. Il bassissimo contenuto di THC rilevabile nella nostra canapa terapeutica, ottenuto mediante numerosi incroci e selezioni effettuati nel corso degli anni, assicura il mantenimento delle normali facoltà mentali di chi ne fa un uso moderato/sostenuto, poichè non risultano essere sufficienti a stimolare significativamente i suoi naturali target localizzati nel sistema nervoso centrale.

 

Quando è consigliabile fare uso di cannabis light

 

Gli effetti terapeutici esercitati dalla diffusione del CBD nei centri nervosi sono molteplici e, negli ultimi anni, hanno ottenuto conferme da numerose ricerche scientifiche internazionali. La canapa terapeutica non va considerata come un’alternativa alle tradizionali cure mediche, ma può aiutare ad alleviare significativamente i sintomi di numerosi disturbi neurologici e psicologici limitando incredibilmente gli effetti collaterali dovuti alla sua assunzione. In quali casi si può pensare a intrapendere un percorso curativo con la canapa a basso contenuto di THC? Senza dubbio quando si hanno disturbi lievi o moderati della personalità, del sonno, della fisicità (nei suoi molteplici aspetti) e della sfera psichica in generale. Dolori e problemi muscolari, come debolezza, crampi o la presenza di patologie come la fibromialgia possono ad esempio beneficiare dell’utilizzo costante di cannabis terapeutica, soprattutto quando compaiono in forme lievi e non richiedono un trattamento medico intensivo per la loro cura. L’utilizzo di canapa si è dimostrato efficace anche nel trattamento di stati d’ansia ricorrenti, episodi depressivi, disturbo ossessivo-compulsivo e personalità bipolare. Anche l’ipertensione, il diabete o patologie autoimmuni come il morbo di Crohn o la psoriasi hanno dimostrato di attenuarsi in risposta al CBD (molto più che al THC) e sono pertanto patologie trattabili con questo approccio.